di Sandro Pizzagalli
Alle recenti elezioni amministrative a Rimini e a Cattolica, Sinistra Critica è stata l’unica formazione politica che ha proposto l’introduzione della tassa di soggiorno, pagata dalle imprese, per azzerare l’addizionale irpef che colpisce le pensioni e i lavoratori dipendenti e per rendere gratuiti scuole, asili e potenziare i servizi sociali. Allora tutti erano contrari. Oggi molti sindaci si stanno rendendo conto che l’imposta di soggiorno è l’unica maniera per far entrare denaro fresco nelle casse comunali colpite da tagli e debiti. Ma la potente lobby degli albergatori è contraria. I motivi sono chiari: l’introduzione della tassa di soggiorno provocherebbe un maggior controllo sulle presenze turistiche e limiterebbe l’evasione fiscale, inoltre, a causa della legge della concorrenza, per attrarre più turisti le imprese si troverebbero costrette a pagare loro stesse la tassa al posto dei loro clienti.
A quanto pare i nostri Sindaci rivieraschi sono ostaggi dei poteri forti e degli albergatori.
Questi padroni/albergatori sembrano averla vinta sull’introduzione della tassa di soggiorno. Io per primo quando fui candidato dal mio partito a Sindaco di Rimini ( Sinistra Critica) ho inserito la tassa di soggiorno nel programma cittadino di Sinistra Critica, l’introduzione di questa tassa, era una tassa necessaria ed inevitabile pena la difficoltà da parte del Comune per chiudere senza tagli i vari bilanci comunali. A Rimini con 2,5 euro a presenza si possono ottenere 16- 17 milioni l’anno, oltre il triplo rispetto al gettito dell’ingiusta addizionale Irpef.
Appare strano che questi albergatori si mettano di traverso su una tassa che è presente in tutte le strutture ricettive europee e in tutte le città italiane.
Appare strano che questi albergatori chiedano interventi e contributi nel campo turistico senza mettere mai un euro nelle casse comunali.
Vi descrivo (sempre a mio giudizio) la logica industriale riminese?!?
L’aeroporto Fellini; tutti gli anni chiude il bilancio in passivo (nel 2010 ad esempio pur raddoppiando i passeggeri a chiuso con un passivo di 2,6 milioni di euro). Il Comune di Rimini assieme ai suoi soci pubblici pagano i debiti dell’aeroporto mentre i privati incassano i soldi del turismo.
Palacongressi; spesa pubblica oltre 110 milioni di euro; i privati?;..niente, i privati pagheranno solo tramite le royalty, quindi in un secondo momento e solo se lavoreranno. Il Comune di Rimini inoltre, investendo sul Palacongressi, ha dovuto per costruirlo monetizzare il più possibile dalle nuove urbanizzazioni tutto questo ha comportato un taglio sulla manutenzione ordinaria e straordinaria e sulla riqualificazione, di tantissime zone della città e delle periferie.
Ma non basta, gli albergatori con delle dichiarazioni dei redditi ridicole pretendono gli arredi, (costosissimi arredi), contributi per manifestazioni, dirette TV, contributi per pubblicizzare il turismo, aumento dei trasporti sia su gomma che su ferro, fogne, depurazione, interventi sull’arenile, interventi sempre maggiori di spazzamento e manutenzione del verde ecc. ecc. Il grottesco e che purtroppo questi amministratori fanno parte di queste lobbies e delle loro strategie industriali e che queste lobbies comandano la riviera, il Sindaco di Rimini assieme ai suoi colleghi sindaci della riviera sono sempre stati forti con i deboli e molto, molto deboli con i forti. Speriamo che questi amministratori ci facciano il favore di lasciare al più presto la gestione della cosa pubblica e di dedicarsi verso il settore privato molto più adatto al loro pensiero e alle loro capacità”.
Sandro Pizzagalli - Sinistra Critica federazione provinciale Rimini
