Il PD di Cattolica approva un ordine del giorno a difesa dell’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici
Il gruppo consigliare del Partito Democratico del comune di Cattolica, ha proposto e votato insieme alla destra un ordine del giorno , nel quale si afferma : “di riconoscere I’alto valore simbolico, non solo religioso ma anche culturale,civile ed educativo, del crocifisso in qualunque sede esso sia esposto.” In questo modo, aggirando un altro documento più esplicito presentato dalle destre, il PD si schiera, contro la sentenza della Corte Europea, e dalla parte di chi vorrebbe collocare i crocifissi anche nei luoghi pubblici.
Immaginiamo quali siano state le nobili ragioni che devono aver spinto “le menti” del PD locale a tale scelta: perché, avranno pensato, lasciare la difesa del simbolo cattolico solo alla lega e al PDL? In questo modo, il PD si sbarazza anche della difesa della laicità dello stato, in cambio dell’illusione di poter strappare qualche consenso in più alle destre.
Ci chiediamo, ma perché nella scuola pubblica, quella di tutti, si vorrebbe imporre proprio un simbolo che per molti invece rappresenta i roghi dell’Inquisizione, la strage degli indigeni d’America, l’intolleranza che per secoli ha oppresso ed impedito lo sviluppo della scienza e della cultura, il fascismo , il nazismo e le guerre in nome del crocifisso?
Scrive Adriana Zarri sul Manifesto:
Disse Cristo: «Non chi dice signore signore entrerà nel regno dei cieli ma chi fa la volontà del padre». Noi diciamo «Crocifisso crocifisso» e nel contempo crocifiggiamo Cristo, presente nei fratelli, nei poveri, nei perseguitati e negli infelici. Faremmo meglio a preferire, ai crocifissi di legno appesi alle pareti, i crocifissi di carne che camminano per le nostre strade senza che noi li riconosciamo e li degniamo di uno sguardo.
Invece di fomentare gli odiosi privilegi della chiesa cattolica gli amministratori del PD pensino piuttosto a costruire le case popolari, a potenziare i servizi sociali e a difendere le condizioni di vita dei tanti cassintegrati e disoccupati colpiti dalla crisi.