Premesso che il cosiddetto piano Gelmini, cancella una delle conquiste del movimento studentesco del ‘77, ossia la legge 517 del ‘77 legge che riformò il sistema di valutazione degli studenti, spazzò via le odiose classe differenziali, il voto di condotta nelle scuole medie e elementari e introdusse i giudizi analitici al posto dei voti. Insieme al ripristino degli esami di riparazione a settembre, aboliti nel 1995, e già reintrodotti per decreto nella scorsa primavera;
Che a partire dal prossimo anno scolastico in tutte le scuole di ogni ordine e grado sarà introdotta anche una nuova pagella con i voti espressi in decimi.
Che i contratti di lavoro differenziati e chiamata diretta per gli insegnati e personale Ata, tagli devastanti al personale e alle risorse, privatizzazione dell’istruzione pubblica e trasformazione degli istituti statali e delle Università in fondazioni private: sono i cardini su cui poggia la politica scolastica messa in campo dal governo Berlusconi e dal ministro dell’Istruzione Università e Ricerca Maria Stella Gelmini.
Che il Piano di razionalizzazione per la scuola che la Gelmini sta mettendo a punto avrà un impatto devastante per la scuola pubblica, in quanto esso contiene tagli per circa 8 milioni di euro nei prossimi tre anni, il personale subirà una riduzione di oltre 129.500 unità di cui 87.000 docenti e 42.500 Ata.
Che tutto ciò sarà accompagnato dal blocco totale del turn over, delle assunzioni per i precari e dei bandi per le scuole di specializzazione Ssis.
Che con l’introduzione del maestro unico si calcola che nel prossimo triennio circa 2 mila scuole, perlopiù dislocate nei piccoli comuni di montagna potrebbero sparire o essere accorpate.
Che il maestro unico non è solo un problema occupazionale ( pure importantissimo); è una questione di qualità della scuola, di scelta pedagogica, affossando così quarant’anni di ricerca, collaborazione, confronto, accettazione della diversità, di scuola elementare che mantiene il quinto posto nelle graduatorie internazionali.
Che i tagli delle cattedre in questo caso potrebbero oscillare secondo le stime del Cesp (Centro studi per la scuola pubblica) dagli 80 alle 110 mila unità e ciò provocherebbe di fatto l’affossamento definitivo del tempo pieno nelle elementari.
Considerato che si smantella di fatto la scuola pubblica per una “ scuolina” che impedisce il pensiero divergente e la creatività, per una “scuolina” che omologa e livella verso il basso l’offerta formativa.
Siamo a fianco degli insegnanti che hanno lanciato un appello alla mobilitazione contro la privatizzazione della scuola pubblica, in difesa della libertà d’insegnamento e dei diritti dei lavoratori. E’ chiede il ritiro della riforma Gelmini.
Gruppo consigliare Sinistra Critica Rimini
25 SETTEMBRE 2008: Consiglio Comunale a Cattolica
Al momento di andare in votazione sull’odg contro la riforma della Gelmini-Tremonti presentato da Sinistra Critica, cos’è successo ieri sera nel Consiglio comunale di Cattolica?
Dopo che il Sindaco Pazzaglini aveva pubblicamente dichiarato il proprio voto a favore è sparito, se ne è andato, così, approfittando come al solito di una maggioranza senza più i numeri per definirsi tale, i consiglieri Cono e Carli (F.I. e A.N., ovvero quel Popolo delle libertà che, in barba alle istituzioni, quando non ha nessuna valida argomentazione da portare, ricorre all’ormai ormai trita e ritrita arma dell’ostruzionismo) sono usciti dall’aula determinando la mancanza del numero legale: l’odg è stato così respinto. Chiaramente Sinistra Critica ripresenterà l’odg al prossimo CC.
Va detto inoltre che già in un altro momento della serata una deliberazione ha rischiato di non essere approvata perché il Sindaco, com’è ormai consuetudine nella maggioranza, è sparito dietro le quinte non garantendo più alla maggioranza i numeri.
C’è da chiedersi con quale rispetto e serietà viene vissuto l’esercizio di consigliere comunale? Negli ultimi mesi altre sedute hanno registrato una maggioranza-non maggioranza a sedute o a deliberazioni alterne.
Ieri sera, al momento del voto, chiamato l’appello per la verifica del numero legali i presenti erano 9: Ercolessi, Bannini, Tamanti, Raschi e Gabellini (PD), Antonioli ed Ercoles (Arcobaleno), il sottoscritto(Sinistra Critica) e Pagnini (Popolo delle libertà - F.I, in veste di vicepresidente del CC). Erano presenti ad inizio seduta e poi hanno abbandonato l’aula: Gerboni e Venturini (Lista Micucci), Marzocchi, il Sindaco Pazzaglini e il Presidente del Consiglio comunale Campolucci (PD), Bulletti (Per chi ama Cattolica o PD? ancora non si è capito)
Paolo Tonti
consigliere comunale di Sinistra Critica
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Misano A. 24 settembre 2008
Al Sindaco del Comune di Misano Adriatico
Al Presidente del Consiglio
ORDINE DEL GIORNO
Premesso che le scelte di politica del Governo per la scuola, università ricerca, formazione artistica e musicale spaziano dal taglio di migliaia di posti di lavoro, al licenziamento dei precari, al ritorno al maestro unico nella scuola primaria, all’assenza di risorse per i rinnovi dei contratti,
( per il funzionamento della scuola, per il risanamento dell’edilizia scolastica) all’impoverimento ed affossamento della ricerca pubblica, anche con la chiusura di molti enti, alla privatizzazione delle università attraverso la formazione in fondazioni private, alle continue campagne
diffamatorie contro la dignità dei lavoratori pubblici.
Che già da questo anno scolastico in tutte le scuole di ogni ordine e grado sarà introdotta anche una nuova scheda di valutazione con i voti espressi in decimi.
Che i contratti di lavoro differenziati e chiamata diretta per gli insegnati e personale Ata, porterebbero alla privatizzazione dell’istruzione pubblica e trasformazione degli istituti statali e delle Università in fondazioni private ( sono i cardini su cui poggia la politica scolastica messa in campo dal governo Berlusconi e dal ministro dell’Istruzione Università e Ricerca Maria Stella Gelmini).
Che il piano di razionalizzazione per la scuola che la Gelmini sta mettendo a punto avrà un impatto devastante per la scuola pubblica, in quanto esso contiene tagli per circa 8 milioni di euro nei prossimi tre anni, il personale subirà una riduzione di oltre 129.500 unità di cui 87.000 docenti e 42.500 Ata.
Che si verificherebbe il blocco totale del turn over, delle assunzioni per i precari e dei bandi per le scuole di specializzazione Ssis.
Che l’introduzione del maestro unico si porterebbe nel prossimo triennio alla chiusura ed all’accorpamento di circa 2 mila scuole, perlopiù dislocate nei piccoli comuni di montagna, inoltre
non sarebbe solo un problema occupazionale, ma soprattutto una questione di qualità della scuola e di scelta pedagogica ( la pluralità docente ha permesso in questi anni di approfondire la conoscenza disciplinare ed ha rafforzato lo spirito di collaborazione rendendo la scuola una comunità di conoscenze).
Che i tagli delle cattedre in questo caso potrebbero oscillare secondo le stime del Cesp (Centro studi per la scuola pubblica) dagli 80 alle 110 mila unità.
Considerato che si smantella di fatto la scuola pubblica e si livella verso il basso l’offerta formativa.
Il Consiglio di Misano Adriatico
È al fianco degli insegnanti che hanno lanciato un appello alla mobilitazione contro la privatizzazione della scuola pubblica, in difesa della libertà d’insegnamento e dei diritti dei lavoratori. E’ chiede il ritiro della riforma Gelmini.
Consigliere Sinistra Critica
Ketti Ronchi