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Locale

Consiglio provinciale di Rimini: interventi del gruppo di Sinistra Critica

Ex Colonia Murri dichiarazione di voto

Il progetto all’epoca presentato da RIMINI prevedeva: 15.340 mq +
6589 di garage coperti. Tutti all’interno della Colonia da ristrutturare,
con destinazioni commerciali per 4.638 mq, ristoranti per 2.611 mq,
attrazioni e spettacoli 2598, uffici 1615 mq, distribuzione e servizi per
3678 mq, centro di quartiere 300 mq. Il valore del fabbricato ultimato venne
stimato(primi anni 90) complessivamente 45 miliardi.
Poi ci sono state tutte le vicissitudini che ben sappiamo ed ora, dopo una
quindicina di anni si chiude con un Accordo di Programma, una soluzione
urbanistica che vede gli attori pubblici: Comune, Provincia, Regione
legittimare il rapporto con il privato in ragione di un preminente interesse
pubblico. Si permette una pesantissima variante alla variante del 92, senza
specificare quale sia questo interesse pubblico e preminente dei cittadini.
Io vedo molto bene qual è l’interesse della Società Rimini-Rimini. dove si
permette una costruzione residenziale, non prevista nella primitiva
convenzione. Si cambiano le destinazioni previste per 7700 mq. Si permettono
oltre 4000 mq di residenza in più, in riva al mare, con 4 torri alte 30
metri,  ripeto, quale interesse pubblico si nasconde? Io vedo solamente
quelli privati. Perché la Regione che ha annullato la concessione del 92,
oggi permette una iniziativa del genere?  E perchè oggi il Presidente della
Provincia che a giorni alterni urla contro il cemento, ora da il via libera
a una Murri ipermercato passando dai 2285 metri quadrati di superficie utile
di vendita a 10.000 mq. E perché da il via libera all’incremento di
superficie utile di 4.000 metri nell’area Cerchia che passa dai 7.700 metri
a 11 650?
Questa a mio giudizio è un’operazione che oltre a non aver  nessun interesse
pubblico, non è nemmeno una operazione trasparente e a mio giudizio anche
illegittima, Infatti la vicenda della MURRI, nella primavera del 90, è
iniziata con una trattativa, ovviamente senza gara, fra il Comune di Rimini
e la società RIMINI RIMINI , partecipata dalla Valdadige e Mulazzani
Italino, per cui al soggetto privato doveva essere concessa la costruzione e
la gestione del fabbricato, costituito dalla Colonia Murri, per anni 90, ed
il Comune di Rimini sarebbe rimasto proprietario del fabbricato.
Successivamente, con una procedura velocissima, si è passati dalla
concessione di costruzione e gestione all’attribuzione del “diritto di
superficie”. Il cambiamento non è di poco conto, in quanto al soggetto
privato viene attribuita, togliendola al Comune, per anni 90, la proprietà
del fabbricato.
Vedete, in questi anni in quasi tutti i Comuni presenti nel nostro
territorio, tutte le amministrazioni hanno messo il privato al centro delle
loro riqualificazioni territoriali tramite accordi clientelari e tramite
motori immobiliari, ormai  nei nostri Comuni non si fa più niente se non c’è
il privato di turno che fa accordi con le nostre amministrazioni.
Illegittimità dicevo nell’operazione Murri, perché a mio giudizio come
dicevo prima, nel 1990 nel bando affidato c’era solo la Colonia Murri, poi
successivamente  si è introdotta l’area Ceschina, e già questo avrebbe
sicuramente fatto gola anche ad altri imprenditori, ora in ballo ci sono
anche 10.000 metri di commerciale arrivati freschi freschi dalla zona fiera
e 4.000 metri in più di residenziale nell’area Cerchia metri che avrebbero
sicuramente scatenato altri  innumerevoli imprenditori,

Quindi mi rivolgo a voi politici del PD, che avete tanto a cuore i privati
siete sicuri di aver agito in modo corretto e in modo trasparente non
permettendo ad altri privati di intervenire e lasciando un bando obsoleto e
vetusto fermo agli anni 90?

Chiudo facendo una considerazione sulla viabilità, nell’accordo c’è scritto
miglioramento del sistema viario Io personalmente vedo solo la chiusura del
lungomare con un inevitabile incremento del traffico. La vera novità di
quest’accordo risiede nelle quattro palazzine previste nell’area Ceschina.
Il Voto di Sinistra Critica a questo accordo e nettamente negativo in quanto
l’operazione Murri nulla ha di interesse pubblico ma e semplicemente un
autentico regalo da parte del Comune di Rimini ai privati.

Gruppo Consigliare Sinistra Critica Provincia di Rimini

Sandro Pizzagalli

Cristian Conti

   Rimini 27 marzo 2008Al Presidente della Provincia di RiminiAl Presidente del Consiglio

INTERROGAZIONE a risposta scritta

Premesso, che, la decisione presa tempo fa di accorpare in un’unica mega
centrale a Ravenna il coordinamento di tutte le ambulanze, è sempre stata
ritenuta dagli operatori di centrale una decisione assurda e sbagliata, che,
sperimentando la ravenizzazione del 118 si sta colpevolmente abbandonando
Rimini Soccorso al suo destino, diminuendo gli abituali standard di
sicurezza, che hanno garantito il buon funzionamento del 118 Rimini
Soccorso, definito dall’assessore Giovanni  Bissoni  “fiore all’occhiello
della sanità riminese”;

che nella Centrale Operativa di Rimini si stanno verificando numerosi
disservizi, in quanto, il vecchio assetto prevedeva per la risposta alle
chiamate al 118, l’ausilio di 2 i.p  più uno che smista gli automezzi, i
quali, chi in prima, chi in seconda battuta, fornivano una risposta
professionalmente adeguata alle esigenze dell’utente, riuscendo, ad inviare
l’ambulanza in tempo reale, soprattutto per i codici rossi e per i codici
gialli; ora, con il nuovo assetto operativo ciò non è più possibile, in
quanto, gli i.p. assegnati alla ricezione delle chiamate al 118 sono
dimezzati ( da 2 a 1 ), quindi mentre un  operatore è al telefono, l’altro
non può più rispondere alle chiamate dovendo fare anche lo smistamento degli
automezzi.

Si chiede al Presidente della Provincia di intervenire e interrogare i
dirigenti Ausl per sapere:

1)

Se non si ritiene opportuno abbandonare la sperimentazione in atto e
ritornare al vecchio assetto?

2)

Se non si ritiene opportuno per il buon andamento del servizio completare la
pianta organica, per aprire il 4° box, per evitare di far ricadere sulla
pelle degli infermieri gli esperimenti calati dall’alto; perchè la pianta
organica non viene coperta?

3)

Se in totalità Rimini Soccorso  ha a disposizione sette ambulanze su tutto
il territorio riminese, ma che Rimini di fatto avendo il 55% del servizio
dispone solo di due di queste ambulanze, occorrerebbe quindi, per soddisfare
le esigenze dei cittadini/utenti coprire la città di Rimini con una terza
ambulanza aggiuntiva, perchè si aspetta che il servizio sia trasferito a
Ravenna per ottenere a Rimini città la terza ambulanza?

4)

Perchè il servizio del 118 non ha sistema autonomo ma dipende dal Server
aziendale, con preoccupanti conseguenze in caso di interruzione del sistema?

5)

Perché al momento del trasferimento alla centrale unica, alla Provincia di
Rimini, che ha oltre 30.000 chiamate è stato assegnato un solo operatore al
pari di Cesena che di chiamate ne ha solo 15.000?

6)

Siamo certi di voler proseguire con la mega centrale, muovendo da Ravenna le
ambulanze?

Siamo certi che così si salvano le vite con la stessa velocità e tempi di
reazione di quanto sta ora avvenendo con la sede operativa a Rimini?

Capogruppo Sinistra Critica Provincia di Rimini

Sandro Pizzagalli

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