Maggioranza e Cosa rossa hanno bocciato recupero fiscal drag
Roma, 29 gen. (Apcom) – “Mi aspetto che qualcuno, specie nella sinistra di governo, riesumi la colpa del destino cinico e baro.
Padroni, governo e anche confederazioni sindacali concertano la riduzione del costo del lavoro da anni in nome della competitività e poi registrano pure loro – guarda caso – una perdita secca del potere d’acquisto di salari, stipendi e pensioni: siamo al florilegio della più impudente delle ipocrisie”.
Lo dichiara in una nota il senatore di Sinistra Critica Franco Turigliatto, oggi ai cancelli della Fiat Mirafiori, di fronte a lavoratori delusi da un contratto che definisce ‘assolutamente insufficiente e negativo’.
“Lo dico – aggiunge il parlamentare ex Prc – anche perché la soluzione offerta da Confindustria non è di metter mano ai profitti sconsiderati accumulati, ma ‘la crescita dell’economia’, che tradotto significa: più sfruttamento e divisione tra i lavoratori e cancellazione del contratto nazionale, ossia l’unico elemento di solidarietà tra i lavoratori rimasto”.
“Quando nel recentissimo varo della Finanziaria Sinistra Critica ha proposto emendamenti per il recupero del differenziale tra inflazione programmata e inflazione reale, dov’erano – si chiede polemicamente Turigliatto – questi signori? Perché anche la Cosa Rossa e la maggioranza hanno bocciato il recupero del fiscal drag e sostenuto un’ulteriore riduzione fiscale per le banche e le imprese?”.
“Qualcuno – accusa Turigliatto – ha persino il coraggio di dire che Prodi si stava accingendo a distribuire la manna agli operai, ma che purtroppo non gli si è lasciato il tempo: ci vuole un bel coraggio! Il tempo per prorogare le missioni militari anche a governo scaduto l’hanno trovato, così come quello di aumentare le spese militari come mai neanche durante la seconda guerra mondiale! Prodi – conclude l’esponente di Sinistra Critica – sui salari e sulla precarietà ha fatto esattamente come Berlusconi. E si vede”.