Signor Presidente,
con le dimissioni di Mastella e il ritiro dell’Udeur dalla maggioranza di Governo, assistiamo ad un epilogo desolante dell’attuale Esecutivo.
La crisi assume il volto, piuttosto repellente, della politica come convenienza personale o familiare: un triste epilogo, che sintetizza il fallimento consumato in due anni di politiche che hanno deluso le minime aspettative dei lavoratori e che, come dimostra Napoli, sono state disastrose per l’ambiente o, su un altro piano, costantemente complici della strategia militare degli Stati Uniti. Si tratta di politiche che promettono sempre un secondo tempo per la redistribuzione sociale, che non arriva mai, politiche fragili e incerte anche sul fronte della laicità, terreno sul quale, proprio ieri, la senatrice Levi Montalcini ha dimostrato più coraggio di tutti voi.
In questo fallimento, occupa uno spazio particolare lo smacco subito dalla sinistra di Governo, che ha sempre avallato le scelte peggiori - si pensi al welfare - in cambio di niente e che oggi è costretta a continuare a dare la fiducia ad un Governo che non ha più niente da dire.
Oggi va in scena una crisi che esalta il ruolo delle convenienze, anche quelle interne al Partito Democratico.
Nel nostro piccolo, come Sinistra Critica, vogliamo restare ancorati alla politica della convinzione:
abbiamo votato contro il cosiddetto pacchetto welfare, il disegno di legge finanziaria, le missioni militari, il decreto sicurezza ed è quindi naturale, per noi, continuare a votare «no».Per questo ci siamo tenuti fuori dal mercanteggiamento e dalle pressioni avvenute nelle ultime ventiquattro ore.
Ho finito, è l’ultima frase. Se esiste un’etica della responsabilità, esiste anche un’etica delle convinzioni, ed è nella convinzione che il Governo ha fallito e che occorre un’opposizione di sinistra che, come Sinistra Critica, voteremo contro la fiducia, sia alla Camera sia al Senato.
Discussione
Commenta per primo for “Intervento sul voto di fiducia di Cannavò alla Camera”
Post a comment