Rimini: le ronde versione PD

by l on 13 agosto 2013

Nonostante il comunicato del sindacato di polizia e le stesse dichiarazioni del questore di Rimini che hanno ribadito che il fenomeno dell’abusivismo commerciale rappresenta una falsa priorità, le amministrazioni di centrosinistra che governano la provincia e il comune di Rimini hanno comunque deciso di scatenare quella che il sindaco di Rimini ha definito una “guerra agli abusivi” sostenendo la scelta di utilizzare i vigilantes privati sulla spiaggia. Una decisione che costituisce un pericoloso precedente di utilizzo di servizi privati per la gestione di un presunto pericolo di ordine pubblico. Stiamo assistendo ad una ulteriore criminalizzazione dello straniero “made in secondo e terzo mondo” in nome di un concetto astruso e becero di legalità. Altre invece sono le priorità: innanzitutto il lavoro nero e sfruttato sulla nostra riviera verso il quale al contrario non si utilizzano forze, strutture e personale per cercare di debellare il fenomeno ormai radicato da decenni sul nostro territorio.

Quello dei venditori abusivi rappresenta il tormentone che ricorre ogni estate e verso il quale le misure repressive non hanno portato alcun risultato, se non quello di scaricare le colpe della crisi del piccolo commercio sui venditori abusivi, cosa che, come è stato ampiamente dimostrato, risulta infondata. Altre e più profonde sono le cause della crisi che colpisce il piccolo commercio: sono i tagli agli stipendi, i licenziamenti e la cassintegrazione che riducono il potere d’acquisto dei settori popolari che costituiscono in larga parte la clientela della nostra riviera, sono lo sviluppo dei grandi centri commerciali che abbassano il costo delle merci determinando una pressione e una competizione che costringono il piccolo commerciante a chiudere. Occorrerebbe una politica che mettesse in discussione l’intero sistema economico e politico. Una politica lontana anni luce da quella repressiva portata avanti dalla giunta PD-Rifondazione di Rimini.

SINISTRA CRITICA Anticapitalista – Rimini

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Strano modo quello di valutare l’impatto delle imposte sui cittadini da parte dell’amministrazione comunale di Cattolica. Quando si tratta di applicare la tassa di soggiorno allora i 50 centesimi giornalieri diventano “una tassa odiosa”,  e far spendere tre euro e mezzo in più ad un turista sull’intero periodo di vacanza diventa “un fattore deprimente per l’economia turistica” , al contrario quando la giunta Bondi-Cecchini decide di aumentare l’irpef ai lavoratori (che stanno in gran parte nella fascia tra i 15.000 e i 30.000 euro) allora si parla di “un solo euro mensile”  e di cifre “del tutto sopportabili”.

 

L’amministrazione si compiace che con questa manovra “il 60% dei contribuenti non si vedrà addebitato un centesimo in più” , non ha pensato che in quel 60% di contribuenti che hanno un reddito lordo tra i 0 e i 15.000 euro annui si possano nascondere la gran parte degli evasori che quindi verranno ulteriormente premiati? Oppure crede davvero che siamo una città di poveri, il cui 60% di cittadini non guadagna nemmeno 1000 euro al mese? Chi pagherà allora la compiacenza della giunta verso le categorie forti? Ovvio: quelli che già pagano le tasse: i lavoratori dipendenti e i pensionati.

 

Per giustificare l’ennesima tassazione dei redditi da lavoro invocano l’emergenza (un milione di euro di debiti) ignorando che se la tassa di soggiorno fosse stata applicata già dall’anno scorso l’amministrazione comunale avrebbe incassato più di due milioni di euro azzerando i debiti correnti e avendo a disposizione denaro fresco da investire nel sociale e nella manutenzione dei quartieri.

 

SINISTRA CRITICA – Cattolica

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Vi ricordate quando l’Arcobaleno raccoglieva le firme contro due centraline di cemento dell’Enel sul lungomare? O quando faceva il finimondo per i nuovi chioschi sul porto definiti “una massicciata di cemento armato che offende la sensibilità e la cultura di un luogo ‘sacro’ alla comunità” ?

Erano gli anni in cui l’Arcobaleno conduceva un’opposizione intransigente contro la cementificazione della città e la mancanza di trasparenza e di partecipazione dell’Amministrazione comunale. Ma i tempi sono cambiati, oggi l’Arcobaleno è in giunta col PD e il suo leader storico Bondi è vicesindaco. Le lotte di allora devono essere percepite oggi come un lontano ricordo se qualche giorno fa l’Arcobaleno ha approvato il nuovo piano spiaggia che prevede la possibilità di realizzare nuovi bar ristoranti sull’arenile e di aumentare l’edificabilità di quelli esistenti. Nuovo cemento,ma questa volta benedetto dalle parole entusiaste del vicesindaco. Come dire: stessa spiaggia, altro Arcobaleno.

E la partecipazione? Per l’Amministrazione Bondi-Cecchini sembrano esistere solo due tipi di interlocutori: l’associazione albergatori e quella dei bagnini. I primi da alcuni anni bloccano l’introduzione della tassa di soggiorno facendo perdere milioni di euro di denaro fresco alla casse comunali, i secondi sono stati gli unici interpellati dalla giunta comunale per valutare il piano spiaggia. E gli altri cittadini? La loro voce non conta? La spiaggia non è anche loro?

La sola risposta alla cementificazione è lo sviluppo e il potenziamento delle spiagge libere, unico antidoto alla speculazione e al lento deterioramento del nostro arenile.

Sinistra Critica – Cattolica

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L’America Latina dopo Chavez

by l on 17 marzo 2013

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