Il PD di Cattolica approva un ordine del giorno a difesa dell’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici
Il gruppo consigliare del Partito Democratico del comune di Cattolica, ha proposto e votato insieme alla destra un ordine del giorno , nel quale si afferma : “di riconoscere I’alto valore simbolico, non solo religioso ma anche culturale,civile ed educativo, del crocifisso in qualunque sede esso sia esposto.” In questo modo, aggirando un altro documento più esplicito presentato dalle destre, il PD si schiera, contro la sentenza della Corte Europea, e dalla parte di chi vorrebbe collocare i crocifissi anche nei luoghi pubblici.
Immaginiamo quali siano state le nobili ragioni che devono aver spinto “le menti” del PD locale a tale scelta: perché, avranno pensato, lasciare la difesa del simbolo cattolico solo alla lega e al PDL? In questo modo, il PD si sbarazza anche della difesa della laicità dello stato, in cambio dell’illusione di poter strappare qualche consenso in più alle destre.
Ci chiediamo, ma perché nella scuola pubblica, quella di tutti, si vorrebbe imporre proprio un simbolo che per molti invece rappresenta i roghi dell’Inquisizione, la strage degli indigeni d’America, l’intolleranza che per secoli ha oppresso ed impedito lo sviluppo della scienza e della cultura, il fascismo , il nazismo e le guerre in nome del crocifisso?
Scrive Adriana Zarri sul Manifesto:
Disse Cristo: «Non chi dice signore signore entrerà nel regno dei cieli ma chi fa la volontà del padre». Noi diciamo «Crocifisso crocifisso» e nel contempo crocifiggiamo Cristo, presente nei fratelli, nei poveri, nei perseguitati e negli infelici. Faremmo meglio a preferire, ai crocifissi di legno appesi alle pareti, i crocifissi di carne che camminano per le nostre strade senza che noi li riconosciamo e li degniamo di uno sguardo.
Invece di fomentare gli odiosi privilegi della chiesa cattolica gli amministratori del PD pensino piuttosto a costruire le case popolari, a potenziare i servizi sociali e a difendere le condizioni di vita dei tanti cassintegrati e disoccupati colpiti dalla crisi.
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Il gruppo consigliare del PD del comune di Cattolica, proporrà un ordine del giorno nella seduta del 16 dicembre, nel quale si afferma : “di RICONOSCERE I’alto valore simbolico, non solo religioso ma anche culturale,civile ed educativo, del crocifisso in qualunque sede esso sia esposto.”
Immaginiamo quali siano state le nobili ragioni che hanno spinto “le menti” del PD locale a tale scelta: perché lasciare la difesa del simbolo cattolico solo alla lega e al PDL? E così il PD si sbarazza anche della laicità (ma questa non è una novità), in cambio dell’illusione di poter strappare qualche consenso in più alle destre.
Ci chiediamo, ma perché nella scuola pubblica, quella di tutti, si vorrebbe imporre proprio un simbolo che per molti invece rappresenta i roghi dell’Inquisizione, la strage degli indigeni d’America, l’intolleranza che per secoli ha oppresso ed impedito lo sviluppo della scienza e della cultura, il fascismo ed il nazismo e le guerre in nome del dio cristiano?
Scrive Adriana Zarri sul Manifesto:
Disse Cristo: «Non chi dice signore signore entrerà nel regno dei cieli ma chi fa la volontà del padre». Noi diciamo «Crocifisso crocifisso» e nel contempo crocifiggiamo Cristo, presente nei fratelli, nei poveri, nei perseguitati e negli infelici. Faremmo meglio a preferire, ai crocifissi di legno appesi alle pareti, i crocifissi di carne che camminano per le nostre strade senza che noi li riconosciamo e li degniamo di uno sguardo.
Invece di fomentare gli odiosi privilegi della chiesa cattolica gli amministratori del PD pensino piuttosto a costruire le case popolari, a potenziare i servizi sociali e a difendere le condizioni di vita dei tanti cassintegrati e disoccupati colpiti dalla crisi.
P.S. Da notare un piccola “chicca” dal vago odore xenofobo: nell’ordine del giorno del PD si scrive che il ricorso in questione “è stato presentato da un genitore finlandese residente in Italia”, qual è il senso di questa informazione aggiuntiva se non quello, tanto caro alla lega, di sottolineare l’origine straniera del malvagio? Ma quando parlano del papa, quelli del PD lo chiamano “un cittadino tedesco residente in Italia”?

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“ La Voce”, lo sappiamo non nutre particolari simpatie per gli studenti che si mobilitano contro i tagli della Gelmini, preferisce vederli ai raduni di Comunione e Liberazione ad assistere passivi a noiosissime conferenze su Leopardi, nelle quali, attraverso acrobazie e scorrettezze letterarie, saltando volutamente i passaggi più scomodi, si tenta (con scarso successo) di dimostrare la pulsione verso il divino da parte del grande ateo della letteratura italiana. Per questi motivi, vedere decine di studenti manifestare davanti ai cancelli delle scuole riminesi, rappresenta per “La Voce” un pericoloso inizio: se gli studenti cominciano a pensare in modo critico, chi leggerà più le pagine del foglio riminese, se non CL e la Lega?
Allora occorre instillare un dubbio nella mente del lettore,magari qualcosa che associ alle mobilitazioni studentesche il germe del terrorismo. E così si sono attaccati ad una stella a cinque punte, disegnata sopra uno striscione e, con un titolo eloquente, hanno scritto: “Contro la Gelmini stella rossa a cinque punte. La digos fa rimuovere lo striscione”. Una associazione davvero preoccupante.
Ma la notizia é una bufala: a nessuno tra i presenti, studenti ed insegnanti, la digos ha chiesto di rimuovere lo striscione che infatti é rimasto lì fino alla fine della manifestazione.
Perché allora pubblicare notizie false? Semplice, perché a “La Voce” non interessa la verità, interessa invece che si diffondano idee tese a criminalizzare il movimento degli studenti. Quale genitore infatti leggendo quel titolo, manderebbe il proprio figlio a manifestare? Meglio tenerlo a casa a guardarsi le veline, il grande fratello e a leggere “La Voce”.
P.S.1 La stella a cinque punte rappresenta i 5 continenti, quindi é un simbolo d’internazionalismo, l’unità delle lotte dei lavoratori e degli studenti di tutto il mondo, una concezione completamente diversa dai deliri del terrorismo.
P.S.2 Un suggerimento a “La Voce” per un altro titolo ad effetto: “Nel logo della Repubblica italiana é presente una stella a cinque punte, la digos ha chiesto di rimuoverla”.
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Gli studenti delle scuole superiori di Rimini hanno organizzato ieri mattina una assemblea davanti ai cancelli del Liceo Einstein di Rimini. L’iniziativa costituisce l’inizio di un percorso per la costruzione di un coordinamento territoriale di studenti delle scuole superiori, universitari e insegnanti, allo scopo di contrastare la controriforma Gelmini, che prevede ancora tagli alla scuola pubblica e soldi alle private. Costituiamo in ogni scuola comitati unitari, autonomi e indipendenti di studenti e insegnanti.
Matteo Squadrani (studente superiori Rimini)
Giacomo Mancini (studente universitario)

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